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Il contratto di prossimità: vantaggi e limitazioni

Il contratto di prossimità sta diventando sempre più un elemento centrale nel mondo del lavoro e in particolare per coloro che si occupano di amministrazione del personale.
La motivazione va ricercata nella particolare forza che questa peculiare tipologia di contratto di secondo livello possiede, essendo in grado di derogare, a certe condizioni e su specifiche materie, alla disciplina del contratto collettivo nazionale e della legge. Si potrebbe pensare, ad esempio, ad accordi che eliminano l’obbligo di indicare la causale per i contratti a termine.
I grandi vantaggi del contratto di prossimità, individuabili dunque nella sua funzione derogatoria, sono comunque subordinati al rispetto delle numerose condizioni poste dall’articolo 8, legge 148/2011.
Il requisito più importante è sicuramente legato alla finalità dell’azienda e l’art.8 ci elenca quali obiettivi l’accordo deve perseguire affinché sia valida l’intesa raggiunta:
-    Maggiore occupazione, soddisfabile per esempio con l’impegno del datore di lavoro ad effettuare un certo numero di assunzioni.
-    Qualità dei contratti di lavoro, perseguibile ad esempio con la trasformazione di contratti precari in contratti a tempo determinato.
-    Adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, rendendo per ipotesi partecipi i lavoratori delle decisioni aziendali più importanti.
-    Emersione del lavoro irregolare, che potrebbe corrispondere al tentativo di portare progressivamente rapporti di lavoro irregolari verso forme parzialmente irregolari o regolari.
-    Incremento di competitività e di salario, ipotizzando l’impegno del datore di lavoro a riconoscere maggiori retribuzioni visti i maggiori risultati in termini di produttività che il contratto di prossimità e la sua funzione derogatoria dovrebbero permettere di raggiungere.
-    Gestione della crisi aziendali ed occupazionali, requisito soddisfatto quando la sua funzione derogatoria si pone come mezzo per fronteggiare situazione di crisi aziendale.
-    Investimenti e avvio di nuove attività, assumendo come giustificazione del contratto in analisi l’impegno nel realizzare nuovi investimenti.
L’esistenza di una finalità tra quelle sopracitate nell’accordo non basta ai fini di un accordo valido efficace. I contratti di prossimità possono infatti regolamentare le materie inerenti all’organizzazione del lavoro e della produzione con riferimento a:
-    Impianti audiovisivi e introduzione di nuove tecnologie.
-    Mansioni del lavoratore, classificazione e inquadramento del personale.
-    Contratti a termine, contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, regime della solidarietà negli appalti e casi di ricorso alla somministrazione del lavoro.
-    Disciplina dell’orario di lavoro.
-    Modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le partite Iva.
-    Conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro.
Le deroghe infine, dovranno ovviamente rispettare la Costituzione nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro.
Il contratto di prossimità e i suoi effetti non saranno comunque validi se gli accordi non saranno sottoscritti con il criterio maggioritario relativo alle rappresentanze sindacali. I sindacati, a loro volta, dovranno essere quelli comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale e territoriale.

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