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Le nuove regole sullo stato di disoccupazione

Il decreto legge del 28 Gennaio 2019, n.4, poi convertito dalle modificazioni della l.28 marzo 2019 n.26, ha modificato alcune delle regole concernenti lo stato di disoccupazione, cercando di armonizzare le disposizioni dettate dalle precedenti normative.
Con la nuova regolamentazione, i soggetti che seguendo le modalità indicate nella nota ANPAL n.1/2017, rilasciano il DID online (disponibilità immediata allo svolgimento dell’attività lavorativa), sono in “stato di disoccupazione” se soddisfano alternativamente uno dei seguenti requisiti:
- Non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
- Come disposto dall’articolo 4, comma 15-quater del d.l.n.4/2019, sono lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti spettanti ai sensi dell’art.13 del Testo Unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n.917/1986.
Questo significa, nel caso del lavoro dipendente, viene considerato disoccupato colui che offre prestazioni lavorative per meno di 8.145€ annui; mentre la soglia per il lavoratore autonomo è di 4.800€.
Nel computo del reddito annuo, sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi, vanno seguite le regole valide ai fini del calcolo dell’IRPEF.
La valutazione del reddito annuo va effettuata in termini prospettici, cioè la potenzialità del rapporto di produrre dei redditi superiori alle cifre sopra menzionate.
La durata della disoccupazione si conteggia in giorni dal momento del rilascio della DID fino al giorno antecedente a quello della revoca, con eccezione di quelli di sospensione.
L’art.19, comma 3, del d.lgs. n.150/2015, prevede che “Lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro di durata fino a sei mesi”.
Per quanto concerne il caso di inizio di una attività di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato (compreso il contratto di apprendistato), fatto salvo quanto disposto dal comma 15-quater dell’art.4 del d.l.n.4/2019, lo stato di disoccupazione si sospende fino ad un massimo di 180 giorni, anche se si fa riferimento a più rapporti di lavori instaurati dal soggetto nel corso dell’anno purché la retribuzione resti inferiore a quella massima consentita (8.145€).
Qualora il contratto di lavoro in questione termini, per qualsiasi voglia motivazione, prima che siano decorsi i 180 giorni, la persona interessata ritorna in stato di disoccupazione e l’anzianità della disoccupazione ricomincia a decorrere dal momento della fine della sospensione.
Se invece il contratto è ancora in vigore dopo la soglia dei 180 giorni, l’interessato non sarà più in stato di disoccupazione se la retribuzione prospettica annua è superiore ai 8.145€.
La circolare N.1/2019 dell’ANPAL ci fornisce alcuni esempi pratici sul funzionamento dei regolamenti appena esposti:
1. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a 600 € e il contratto ha una durata di 12 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 7.200, pertanto Tizio conserva lo stato di disoccupazione.
2. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a € 900 e il contratto ha una durata 10 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 10.800, e quindi non si applica la conservazione. Pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino a 6 mesi (ossia, al massimo fino al 30.6.2019); se il contratto perdura oltre il 30.6.2019 Tizio perde lo stato di disoccupazione.
3. Tizio viene assunto il 1.9.2019 con una retribuzione mensile pari a € 800 e il contratto ha una durata 12 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a 9.600 €, pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino al 28.02.2020 e poi se il contratto continua fino alla scadenza naturale del contratto Tizio al 1.3.2020 perde lo stato di disoccupazione;
4. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a € 1.500 e il contratto ha una durata di 4 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 18.000, e quindi non si applica la conservazione. Pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino al termine del contratto e poi ritorna essere disoccupato. Qualora a Tizio venga prorogato il contratto per ulteriori 3 mesi fino al 31.7.2019, la sospensione si protrae al massimo fino al 30.6.2019 e dal 1.7.2019 decade dallo stato di disoccupazione.


LAVORATORE AUTONOMO
Per quello che riguarda invece la posizione del lavoratore autonomo, sempre coerentemente a quanto disposto dall’articolo 4, comma 15-quater del d.l.n.4/2019, il limite reddituale per la conservazione dello stato di disoccupazione è quantificabile in 4.800€ annui.
Fanno tuttavia eccezione i redditi derivanti dall’attività di lavoro autonomo che, ai sensi dell’art.50, comma 1, del T.U.I.R, sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e dunque fanno riferimento alla soglia di 8.145€.


CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE
Vi sono poi dei casi particolari, come quello dei soggetti con contratto di lavoro intermittente.
Il lavoratore con contratto di lavoro intermittente conserva lo stato di disoccupazione solo se la retribuzione annua prevista non supera la cifra di 8.145€.
Se ciò non accade, ai fini della sospensione dello stato di disoccupazione, occorre invece capire se il contratto preveda o meno l’obbligo di risposta da parte del lavoratore, e di conseguenza la corresponsione o meno di una indennità di disponibilità per i periodi di non lavoro di cui all’articolo 16 del d.lgs. n. 81/2015.

Nel caso in cui non sia previsto un obbligo di risposta (e quindi una indennità di disponibilità), lo stato di disoccupazione sarà sospeso nei periodi di effettivo svolgimento dell’attività lavorativa, mentre il lavoratore resterà disoccupato nei periodi di non lavoro. Ai fini della sospensione e dell’eventuale decadenza dallo stato di disoccupazione, saranno pertanto computati unicamente i periodi di lavoro effettivo, come comunicati ai sensi dell’articolo 15, comma 3, del d.lgs. n. 81/2015. Qualora il lavoratore intermittente svolga più di 180 giorni continuativi di lavoro effettivo presso il medesimo datore di lavoro decade dallo stato di disoccupazione se la retribuzione annua prospettica è superiore a € 8.145.
Nel caso in cui, invece, sia previsto un obbligo di risposta (e quindi una indennità di disponibilità), lo stato di disoccupazione è sospeso per tutto il periodo di durata del contratto ove la retribuzione annua prospettiva sia superiore a € 8.145. Qualora la durata effettiva del rapporto di lavoro intermittente superi i 180 giorni il lavoratore decade dallo stato di disoccupazione se la retribuzione annua prospettica è superiore a € 8.145.


TIROCINI EXTRACURRICULARI E LAVORI DI PUBBLICA UTILITA’ o SOCIALMENTE UTILI
Per quello che concerne i casi dei tirocini extracurriculari e dei lavori di pubblica utilità o socialmente utili, un soggetto che si appresta a svolgere le attività sopracitate manterrà lo stato di disoccupazione, mentre se il soggetto sta già svolgendo queste esperienze (in assenza di rapporti di lavoro) potrà rilasciare la DID online ed essere considerato in stato di disoccupazione.


COLLOCAMENTO MIRATO
Va poi aggiunto quanto disposto, dal comma 1, articolo 8, della l.n.68/1999, s.m.i.. secondo cui “Le persone di cui al comma 1 dell’articolo 1, che risultano disoccupate e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative, si iscrivono nell’apposito elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato...”.

Le disposizioni di cui al dell’articolo 4 del d.l. n. 4/2019 dalla l. n. 26/2019 si applicano a decorrere dal 30 marzo 2019. Conseguentemente verranno in rilievo, ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, i soli contratti di lavoro e le attività di lavoro autonomo iniziati successivamente alla data del 29 marzo 2019. Il soggetto che a decorre dal 30 marzo 2019 termina la sospensione dello stato di disoccupazione e ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un reddito inferiore a € 8.145 nell’anno solare conserva lo stato di disoccupazione nel rispetto delle disposizioni vigenti.

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