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I DATORI DI LAVORO CHE GODONO DEL REGIME FORFETTARIO SONO ESENTI DAGLI OBBLIGHI DEL SOSTITUTO D'IMPOSTA

Con la modificazione delle condizioni di accesso, la legge di Bilancio 2019 ha reso fruibile per molti liberi professionisti datori di lavoro il regime forfettario (art.1.54-89, l.190/2014). Infatti, oltre a essere aumentata fino a 65.000 euro la soglia dei ricavi, è stato anche eliminato il limite di 5000 euro annui di spese per lavoratori dipendenti e collaborazioni coordinate e continuative.

Conseguenza rilevante è il fatto che, in caso di erogazione di redditi da lavoro dipendente o assimilati, non dovranno essere operate le ritenute alla fonte.

1.Esonero dagli obblighi del sostituto d’imposta.

Infatti, ai sensi del comma 69 dell’art.1 della l.190/2014, i contribuenti in regime forfettario “non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973”. Sono, in altri termini, esonerati dagli obblighi previsti da art.23 e 24 del DPR 600/1973, ovvero quelli connessi alla corresponsione di redditi da lavoro dipendente e assimilati:

  • Obbligo di versamento delle imposte al posto del lavoratore;
  • Obbligo di rivalsa delle somme versate sulla retribuzione del lavoratore;
  • Operazioni di conguaglio a fine anno o a fine rapporto di lavoro/collaborazione;
  • Elaborazione e invio del modello 770 per il periodo di imposta di riferimento.

I contribuenti in regime forfettario datori di lavoro sono anche esonerati dall’assistenza fiscale, e quindi dal conguaglio ai lavoratori dipendenti in base alle loro dichiarazioni dei redditi. Pertanto tali lavoratori non potranno compilare il modello 730, ma soltanto modello REDDITI PERSONE FISICHE.

Per i datori di lavoro contribuenti in regime forfetario restano fermi, naturalmente, gli obblighi informativi verso i soggetti per i quali non si opera come sostituto di imposta, e verso l’Amministrazione Finanziaria, attraverso la compilazione della dichiarazione dei redditi secondo quanto stabilito dall’ultimo periodo del comma 69 (§4.2.2, circ.10/e del 2016): “i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.”

2.Obbligo di presentazione della Certificazione Unica.

Un discorso a parte deve essere fatto per la Certificazione Unica. Poiché se da una parte è vero che, non essendo state operate ritenute alla fonte, non devono essere certificati redditi e trattenute, resta però fermo l’obbligo di versare i contributi previdenziali, e di esercitare la rivalsa sui redditi erogati. Per tali redditi deve dunque “essere compilato l’apposito riquadro previsto per l’INPS nella sezione relativa ai dati previdenziali e assistenziali”. Ugualmente essendo titolari di posizione assicurativa ai fini INAIL, i contribuenti in regime forfettario datori di lavoro devono compilare i dati relativi al personale assicurato.

Termini di presentazione è quello ordinario del 07 marzo.

3.Sanzioni in caso di erroneo comportamento come sostituto di imposta.

A essere precisi non è prevista alcuna sanzione diretta nei confronti di chi opera come sostituto di imposta senza esserne obbligato, dal momento che quella prevista dal comma 69 è una semplificazione, e quindi un’opportunità.

Tuttavia ai sensi del successivo comma 70 viene previsto che l’opzione per l’applicazione del regime ordinario è compiuta dal contribuente “per comportamenti concludenti”, e l’invio della CU e del 770 potrebbero ben essere interpretati come tali dall’Amministrazione finanziaria.

A ciò si deve aggiungere che, come recita il §3.1.1 della circolare 10/e del 2016, l’omessa comunicazione nel quadro VO dell’opzione per il regime ordinario, accanto a comportamenti concludenti, non è considerato un comportamento concludente, ma una omissione punita con una sanzione tra i 250 e i 2000 euro.

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