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EMENDAMENTI ALLA LEGGE DI BILANCIO 2019: VARIANO I CONGEDI OBBLIGATORI DI MATERNITA' E PATERNITA'

La V commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio 2019, che modificano la disciplina del congedo di maternità, del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, e del bonus asilo nido. Analizziamoli.

 

1.Congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti

È stata prorogata anche al 2019 la misura sperimentale che prevede, nei confronti del padre lavoratore dipendente, giorni di astensione obbligatoria dal lavoro entro i 5 mesi di nascita del figlio. La proroga prevede tra l’altro che i giorni di astensione passino da 4 a 5. Inoltre è prevista la possibilità di un ulteriore giorno facoltativo, in accordo con la madre e in sua sostituzione durante il suo periodo di congedo obbligatorio. Restano ferme tutte le altre regole fin qui applicate: in particolare il fatto che il permesso è retribuito nella misura del 100% della retribuzione giornaliera; che è carico dell’INPS; che la modalità di pagamento è l’anticipo e il conguaglio da parte del datore di lavoro con i debiti contributivi maturati nel mese di fruizione.

 

2.Congedo di maternità obbligatorio

È prevista l’ulteriore possibilità, per le lavoratrici dipendenti, di fruire del congedo obbligatorio di maternità di 5 mesi soltanto dopo la nascita del bambino. Ora invece è fatto di divieto di adibire la donna incinta al lavoro nei due mesi precedenti la data programmata del parto.

Si tratta di una scelta volontaria da parte delle lavoratrice incinta; tuttavia è richiesto come requisito che il medico attesti che una tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute del bambino e della mamma.

 

3.Bonus asilo nido

La legge di bilancio 2017 ha previsto che per i bambini nati o adottati a partire dal 01/01/2016 fosse possibile fruire di un contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati, e per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione  in favore dei bambini  al  di  sotto  dei  tre  anni,  affetti  da  gravi patologie croniche. Il contributo, rivolto a genitori italiani, europei, o extracomunitari soggiornanti di lungo periodo, poteva raggiungere un massimo di 1000 euro annui. Per gli anni 2019-2021 il bonus è aumentato fino a un massimo di 1500 euro su base annua. Per il 2022 la misura sarà rideterminata con decreto, non potendo però scendere sotto i 1000 euro annui.

 

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