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ROTTAMAZIONE TER, MODIFICA DEL REGIME FORFETTARIO E ALTRE MISURE PREVISTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2019 IN FASE DI DEFINITIVA APPROVAZIONE

Tra Decreto fiscale e Legge di bilancio, questa fine d’anno 2018 porterà con sé numerose novità legislative. Alcune di queste intersecano anche questioni inerenti la gestione della propria attività lavorativa e del personale da parte dei datori di lavoro.

In questo breve contributo si parlerà allora di:

  • Rottamazione-ter delle cartelle esattoriali;
  • Riforma del regime forfettario;
  • Regime fiscale di favore per le ripetizioni private;
  • Incentivo all’assunzione di giovani neo-laureati meritevoli.

 

1.La rottamazione-ter delle cartelle esattoriali.

Tra le misure della pace fiscale, l’art.3 del d.l.119/2018 ha previsto la possibilità di definire, a condizioni agevolate, le somme iscritte a ruolo e affidate all’agente della riscossione. Tale misura riguarda, tra l’altro:

  • Debiti per IRPEF e addizionali regionali e comunali;
  • Contributi INPS non versati;
  • Premi INAIL non versati.

Possono accedere alla rottamazione ter anche i debiti residui e non adempiuti della rottamazione originaria e della rottamazione bis. In quest’ultimo caso è necessario però pagare entro il 7 dicembre 2018 le rate in scadenza a luglio, settembre e ottobre 2018, con la possibilità di dilazionare in 5 anni l’importo residuo.

Non sono invece comprese le sanzioni amministrative diverse da quelle per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi.

L’iscrizione delle somme debitorie deve essere avvenuta entro il 31/12/2017. In questo caso occorrerà presentare, entro il 30 aprile 2019 una dichiarazione all’agente della riscossione in cui, oltre alla manifestazione della volontà di definire i propri debiti, si dovrà dichiarare di rinunciare ai giudizi pendenti sui carichi che si intende definire, e si dovrà indicare il numero delle rate con cui si vuole estinguere il proprio debito.

Entro il 30 giugno del 2019 l’agente della riscossione dovrà comunicare ai debitori l’ammontare del debito complessivo dovuto, e l’ammontare e la scadenza di ogni rata.

Il debito può essere pagato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, o fino a un numero massimo di 10 rate di pari importo, che scadranno ogni 31 luglio e 30 novembre degli anni successivi al 31 luglio 2019. In questo caso si applica un tasso di interesse ridotto del 2%.

Tramite la definizione dovrà essere pagato:

  • Il capitale e gli interessi iscritti a ruolo;
  • I diritti di notifica della cartella e le spese esecutive eventualmente maturate;
  • L’aggio.

Non dovranno invece essere pagate:

  • Le sanzioni amministrative connesse;
  • Gli interessi di mora successivi al non pagamento della cartella esattoriale nei termini (art.30 dpr 602/1973), o nel caso di debiti contributivi gli interessi successivi al non pagamento del debito iscritto a ruolo nei termini ex art.27, d.lgs.46/1999.

La definizione delle cartelle si considererà perfezionata soltanto con il pagamento integrale di tutte le rate previste: è escluso il principio del lieve inadempimento, che permette la non decadenza dei benefici rateali nel caso si verifichi un pagamento insufficiente di importo non superiore al 3% della rata e comunque a inferiore a 10.000 euro ovvero, se si tratta della prima rata, in caso di ritardo nel pagamento non superiore a 7 giorni (art.15-ter, dpr. 602/73).

 

2.Estensione del regime forfettario.

Il disegno della legge di bilancio 2019 ha previsto, a partire dal 01/01/2019, l’estensione del regime forfettario anche a liberi professionisti o piccoli imprenditori che nell’anno precedente hanno conseguito compensi o ricavi fino a 65.000 euro.

Accanto a questa estensione è stata però modificata una rilevante causa di esclusione da questo regime fiscale agevolato: quella dovuta allo svolgimento di precedenti attività di lavoro subordinato. Infatti dal 2019 non potranno accedere al regime forfettario tutti coloro “che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o co.co.co., e che esercitano attività di arti o professioni prevalentemente anche per uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti, o in ogni caso nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili.”

Questa norma, fatta per disincentivare trasformazioni di rapporti di lavoro subordinato in più economicamente più vantaggiosi rapporti di lavoro autonomo, nel caso venisse approvata nella versione attuale, non riguarderà soltanto le partite IVA costituite successivamente all’approvazione della norma, ma anche quelle già costituite prima dell’approvazione della legge di bilancio, che si troveranno nel 2019 nelle condizioni vietate.

La bozza di legge di bilancio, d’altra parte, elimina il tetto di 5.000 euro durante l’anno precedente per spese per collaboratori.

 

3.Regime fiscale di favore per le ripetizioni private.

È questa, anzitutto, una previsione di compatibilità tra lavoro pubblico e privato. Infatti la norma è rivolta a docenti titolari di una cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado, che possono optare per lo svolgimento anche di attività di lezioni private e ripetizioni.

In questo caso, sulle attività dichiarate si pagherà un’imposta sostitutiva dell’IRPEF del 15%. A monte dovrà però essere fatta una comunicazione alla propria amministrazione scolastica dell’esercizio dell’opzione.

 

4.Incentivo all’assunzione di neo-laureati meritevoli.

Nel disegno di legge di bilancio è infine previsto un incentivo all’assunzione di giovani che si laureeranno tra lo 01/01/2019 e il 30/06/2019 con una votazione di 110 e lode, non fuoricorso e comunque non oltre i trent’anni, in università che non siano telematiche.

L’incentivo consiste in uno sgravio dei contributi in conto azienda fino a 8.000 euro, per un anno, a condizione che l’assunzione sia a tempo indeterminato.

Tale norma dovrebbe essere estesa anche a coloro che conseguono un dottorato di ricerca tra lo 01/01/2018 e il 30/06/2019, a condizione che non si abbia più di 35 anni e che l’università non sia telematica.

Oltre alle università statali, sono ammesse le università non statali legalmente riconosciute, e quelle straniere se rilasciano titoli equipollenti a quelle italiane.

Devono in ogni caso essere applicati i principi generali sui benefici economici e normativi ex art.31, d.lgs.151/2001.

 

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