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Bussola Numero 7 del 8 settembre 2020

Il decreto di agosto parla anche di Benefits!

Buona sera,quest’oggi una breve bussola di orientamento che parla di imposte: nel dettaglio il decreto di agosto prevede il raddoppio della soglia di esenzione - da 258,23 a 516,46 euro - per i beni ceduti e servizi prestati dall'azienda ai lavoratori dipendenti, che non concorrono alla formazione del reddito ai sensi dell'articolo 51, comma 3 del TUIR.

Che significa in concreto? Esistono dei “ benefici aggiuntivi” alla retribuzione che per legge sono esentati dal prelievo fiscale e contributivo. Tra di essi ad esempio i buoni acquisto e carburanti, i generi in natura prodotti dall’azienda, l’auto concessa in uso promiscuo, l’alloggio concesso in comodato o locazione, i prestiti aziendali concessi dal datore di lavoro.

Il limite di esenzione, passa solo per il 2020 a 516,46 euro con l’avvertimento però che qualora il valore del fringe benefit superi tale importo esente, lo stesso concorrerà interamente a formare il reddito imponibile.

· Rif. Art. 112 dl 104 D.L. 14.8.2020

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 6 del 31 agosto 2020

Ancora un po' di cassa integrazione.

Proprio in coincidenza con il primo numero di Bussola, il 21 agosto 2020, l’INPS pubblicava il suo messaggio n. 3131 riguardante le novità introdotte con gli articoli 1, 2 e 3 del D.L. n. 104/2020 e preannunziava nel contempo la redazione di una futura circolare.

Dobbiamo leggere quindi questo messaggio di contenuto meramente anticipatorio riservandoci un prossimo commento all’uscita della circolare.

La grande novità portata dall’art. 1 del citato DL 104, è che vengono “azzerati” tutti i periodi precedenti di cassa, nel senso che non c’è più alcun motivo di ragionare sulle “vecchie 9 settimane”, più “le 5 e poi le 4 “– previsti dai precedenti decreti - da fruire anche prima del 31 agosto: ora viene creato uno spartiacque: quello del 12 luglio 2020. Per meglio dire, tutti i periodi successivi richiesti ed autorizzati a partire dal giorno successivo ( 13 luglio ) vengono ricondotti, automaticamente, all’interno del nuovo periodo complessivo di 18 settimane da fruire entro il 31 dicembre (9 settimane senza alcun costo, seguite da altre 9 settimane ove, a determinate condizioni di calo del fatturato aziendale scattai un contributo addizionale).

Sarà necessario, nel presentare le istanze, tenere conto della rideterminazione operata dalla norma dei periodi successivi a quelli ricondotti all’interno delle 18 settimane perché ricadenti nell’arco temporale che parte dal 13 luglio.

Si ritiene che si dovranno seguire le procedure già seguite nel passato per la CIGO, il FIS, la Cassa in deroga cioè procedere con l’informazione, la consultazione, l’ esame congiunto e, ove previsto, per la sola CIG in deroga, accordo da effettuare, anche in via telematica, entro 3 giorni.

Il messaggio n. 3131 mette l’accento sul costo delle seconde nove settimane il cui costo è legato all’andamento del fatturato del primo semestre 2020 che va confrontato con quello dello stesso periodo riferito al 2019. Di qui la necessità, di una autocertificazione ex D.P.R. n. 445/2000 che lo attesti, rispetto alla quale l’Istituto, unitamente all’Agenzia delle Entrate, si riserva di effettuare gli opportuni approfondimenti. L’assenza dell’autocertificazione permette all’INPS di richiedere il contributo addizionale massimo che è pari al 18%.

Ci riserviamo di affrontare questo argomento, all’uscita della circolare di cui si diceva all’inizio.

· Rif. Art. 1 dl 104 D.L. 14.8.2020

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 5 del 28 agosto 2020

Con questo numero di Bussola affrontiamo lo spinoso argomento dei contratti a termine che negli ultimi mesi sono stati oggetto di parecchie – sin troppe- attenzioni da parte del legislatore.

Con il decreto rilancio, convertito nella L 77 si prevedeva che

"In ragione del riavvio delle attività i conseguenza dell’emergenza sanitaria si consente la possibilità di rinnovo o proroga – dei contratti a tempo determinato in essere al 23 febbraio 2020 - senza la descrizione delle causali. Ciò era previsto sino al 30 agosto 2020."

 Cos’ è successo col decreto 104? Semplicemente che la deroga all’apposizione delle causali nei contratti a termine sottoscritti in conseguenza dell’emergenza da Coronavirus viene estesa fino al 31 dicembre 2020: quindi sino al 31.12. si potranno rinnovare / prorogare i contratti di lavoro senza alcuna causale ma per una sola volta e per un periodo massimo di dodici mesi purché non venga superato il periodo totale complessivo di 24 mesi tra proroghe e rinnovi.

Vita breve ha avuto poi l’obbligo della proroga automatica dei contratti a termine per un periodo pari a quello di sospensione dell’attività lavorativa per COVID, nonché dell’apprendistato non professionalizzante.

 

 Rif. ART. DL 104/ 14 .8.2020

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 4 del 27 agosto 2020

Oggi parliamo di SPID PER IL CITTADINO!!!! Dal mese di ottobre 2020, non saranno più rilasciati PIN INPS né PIN #INPS DISPOSITIVO (vedasi circolare 87 del 17 luglio 2020 al link ⇒ https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2087%20del%2017-07-2020.pdf )

ovvero il codice che si utilizza ad esempio per accedere alla propria posizione previdenziale sul sito dell'INPS, per scaricare la CU dei pensionati e percettori di sostegno al reddito, e anche per accedere al 730 #precompilato online (ad eccezione delle particolari categorie di soggetti per i quali non è possibile chiedere l'identità SPID).Entro settembre 2021 (data da confermare), saranno dismessi i codici attualmente validi sul sito dell'INPS ma anche sulle altre amministrazioni pubbliche (ad esempio agenzia delle Entrate) in vista dell'utilizzo esclusivo del sistema SPID per accedere alle piattaforme online della Pubblica Amministrazione. Che cosa si potrà fare con lo SPID oltre che chiedere indennità/bonus??

  • Fare pagamenti
  • Gestire 730 e tributi
  • Consultare anagrafica
  • Iscrizione a scuola e università
  • Accedere al fascicolo sanitario

E' quindi necessario provvedere all'ottenimento di identità #SPID, che per il cittadino è gratuita. ⇒ https://www.spid.gov.it/richiedi-spid

Tra i principali gestori che rilasciano SPID:

POSTE ⇒ https://www.poste.it/posteid.html , prevedono anche il riconoscimento di persona, gratuito presso uffici postali, entro 30 giorni dall'inserimento della richiesta.

ARUBA ⇒ https://www.pec.it/richiedi-spid-aruba-id.aspx , prevedono anche il riconoscimento di persona al costo di 5€ presso sportelli abilitati

Trovate gli altri gestori autorizzati al rilascio dello SPID e ulteriori indicazioni sulla home page ⇒ https://www.spid.gov.it

Ancona, 27 agosto 2020

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 3 del 26 agosto 2020

Continuiamo a parlare del decreto di agosto 2020, dove all’articolo 13 leggiamo di un “esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione” Che significa tutto ciò?

Il legislatore ha voluto premiare le aziende che non utilizzeranno gli strumenti del decreto di agosto cioè che non richiederanno l’estensione della Cassa integrazione, a condizione di avere totalmente utilizzato, per il mese di maggio e giugno, gli strumenti precedentemente messi a disposizione.

In questo caso è previsto un esonero dal pagamento dei contributi previdenziali a carico dell’azienda con esclusione del premio INAIL per un periodo di 4 (quattro) mesi nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già utilizzata nei mesi di maggio e giugno 2020 da applicare su base mensile.

Occorre però dire subito che, chi fruirà di questo beneficio non potrà procedere a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e di questo parleremo in seguito più diffusamente.

Alla luce di questa disposizione Il datore di lavoro dovrà fare una attenta valutazione circa l’utilizzo dei nuovi periodi di cassa integrazione e considerare la convenienza di far rientrare tutti al lavoro o mantenere qualcuno in sospensione. In concreto Il datore di lavoro dovrà considerare il numero di lavoratori sospesi tra maggio e giugno e la necessità occupazionale dei prossimi mesi.

Se per esempio l’azienda è stata ferma a maggio e a giugno potrà trovare vantaggio nei 4 mesi di minor contribuzione: per effettuare questa valutazione in modo adeguato bisognerà comunque attendere le indicazioni di prassi, non è infatti ancora spiegata la modalità di calcolo del beneficio.

Infine sempre in merito alle agevolazioni l’articolo 27 prevede un beneficio contributivo per le aziende del Sud pari a un esonero del 30 % dei contributi previdenziali previa Autorizzazioni della commissione europea.

 

 

- Rif. DL. 104 del 14.8.2020 ART. 14 - ART. 27

 

 

Lorenzo Capici.

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Bussola Numero 2 del 22 agosto 2020

Abbiamo visto sul numero Uno di Bussola alcune informazioni sulla cassa integrazione oggi parliamo invece dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato, previsto dall’articolo sei del decreto Numero 104 del 14 agosto 2020.

Questo è un piccolo regalo alle imprese poiché viene riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per una durata di sei mesi.

Vediamo quindi le condizioni in dettaglio: l’esonero spetta ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato, quindi no ai co.co. agli occasionali, agli apprendisti e ai lavoratori domestici e neppure ai lavoratori a termine.

Il vantaggio in termini di risparmio economico dovrebbe essere valutato tenendo conto che la Norma parla di contributi previdenziali, quindi, non tutta contribuzione a carico del datore di lavoro ma solo quella destinata alla previdenza e comunque sino al limite annuale di 8.060 euro, rapportabile e applicabile su base mensile.

Attenzione poi ad altre due condizioni: la prima prevede che rimangono esclusi dall’esonero i lavoratori che hanno avuto un contratto a tempo indeterminato con la medesima impresa nei sei mesi precedenti, l’altra condizione vuole che l’esonero sia riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato.

Una nota finale, nel testo del decreto si legge che il vantaggio dell’esonero si estende anche ai “premi assicurativi e contributi” dovuti all’Inail ma non si comprende quali siano i contributi dovuti all’Istituto dato che ciò che si versa all’Inail è sicuramente un premio – cioè il costo dell’assicurazione- e non certo un contributo.

Infine ricordo che questo commento è tratto dalla lettura di un Decreto che per sua natura è… a scadenza, cioè può decadere o venire trasformato in legge anche con modifiche.

 

RIF. DL 104 del 14.08.2020 Art. 6

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 1 del 21 agosto 2020

Buongiorno, il 14 agosto 2020

È stato approvato il decreto che tutti noi aspettavamo, contenente Misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell’economia.

La prima cosa che interessa approfondire con questo primo mio intervento nel mese di agosto è la lettura dell’articolo 1. del decreto 104 che tratta dei nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario, cassa in deroga.

Viene previsto un nuovo periodo di concessione degli ammortizzatori sociali, per una durata massima o i 9 settimane Incrementato di un ulteriore periodo di 9 settimane, per un totale di 18 settimane che devono essere collocate nel periodo compreso tra 13 luglio 2020 e 31 dicembre 2020. Attenzione però: il secondo periodo di 9 settimane sarà sottoposto al versamento di un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019. Il peso della contribuzione sarà pari al 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa; la contribuzione sarà pari al 18 per cento della retribuzione per i datori di lavoro che non hanno subito alcuna riduzione di fatturato; il contributo addizionale infine non è dovuto per coloro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20 per cento.

L’altra questione meritevole di interesse è il blocco dei licenziamenti, che come noto operava sino al 17 agosto 2020: dal giorno 18 scatta invece una proroga al blocco dei licenziamenti non più generalizzata ma legata all’utilizzo della cassa integrazione di emergenza o all’esonero contributivo.

Prima di affrontare la questione dei licenziamenti mi sembra utile parlare di questa ultima novità costituita dall’esonero del versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiederanno trattamenti di cassa integrazione: in buona sostanza il decreto prevede in via eccezionale che i Datori di lavoro che non richiedono i trattamenti di cassa integrazione per le ulteriore 18 settimane, Possono vedersi riconosciuto L’esonero del versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo di 4 mesi fruibili entro 31 dicembre 2020.

Tornando quindi ai licenziamenti essi diventano flessibili, poiché legati anche alla questione appena vista dell’esonero contributivo. Ad oggi possiamo individuare 3 casi di deroga al blocco dei licenziamenti.

La prima deroga è con la cessazione definitive dell’attività d’impresa

La seconda è con un accordo aziendale che prevede una risoluzione Consensuale del rapporto di lavoro Ultima ipotesi il fallimento senza esercizio provvisorio dell’impresa, in via subordinata sarà possibile licenziare al termine della fruizione delle 18 settimane di cassa poiché il blocco, è legato proprio all’utilizzo della cassa. In identica maniera l’azienda che rinuncia all’intervento della cassa integrazione guadagni ma scelga l’esonero contributivo non potrà risolvere i rapporti di lavoro sino all’integrale fruizione del beneficio.

Naturalmente il commento si basa sulla lettura di un decreto che sappiamo potrà essere convertito in Legge.

· Rif. DL 104 – 14.8.2020 ARTT 1 – 3 – 14.

 

Lorenzo Capici

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Emergenza Coronavirus - Indennità per i lavoratori domestici

L’art.85 del decreto-legge n.34 del 19 maggio 2020 ha introdotto l’indennità COVID-19 per i lavoratori domestici, al fine di supportare i lavoratori domestici in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza Coronavirus.

L’indennità sarà destinata a quei lavoratori domestici che, non conviventi con il datore di lavoro, alla data del 23 febbraio 2020 avevano almeno un contratto di lavoro domestico attivo validamente iscritto presso la gestione datori di lavoro domestico dell’INPS e la cui durata complessiva dell’orario di lavoro (cioè la somma dei contratti attivi considerati) sia superiore alle 10 ore.

Il conteggio delle ore dovrà risultare dalle comunicazioni inviate all’Inps dal datore di lavoro entro il 23 febbraio, e dovrà considerare tutti quei contratti la cui instaurazione non è stata rifiutata dall’INPS.

Sono esclusi dalla percezione dell’Indennità:

  • coloro che sono titolari di pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità)
  • i titolari di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (ad eccezione dei rapporti di lavoro di tipo intermittente)
  • i percettori delle indennità legate all’emergenza COVID-19 previste dal d.l.17 marzo 2020 n.18 e dal d.l.19 maggio 2020 numero 34.

Potranno percepire l’indennità coloro che sono destinatari del Reddito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza, se pur nei limiti dei 500 € mensili complessivi.

Le domande potranno essere presentate direttamente dai collaboratori domestici (mediante pin inps dispositivo) o tramite i patronati e dovranno contenere l’Iban per l’accreditamento dell’indennità.

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Emergenza Coronavirus - Cig e Iban errato: l'Inps non sospenderà i pagamenti

Con il messaggio n.1904 del 2020, l'Inps ha reso noto che nel caso in cui l'intestatario del conto corrente non coincida con il titolare della prestazione salariale, provvederà comunque al pagamento delle somme con bonifico domicilato presso Poste Italiane.

Nei casi in cui infatti, non si verifichi corrispondenza tra il codice fiscale del beneficiario della prestazione e il codice fiscale del titolare dello strumento di riscossione cui si riferisce l'IBAN indicato dal datore di lavoro nella domanda di liquidazione della Cassa integrazione, non vi sarà sospensione del pagamento diretto dall'Inps; l'Inps procederà dunque al pagamento delle somme attraverso l'utilizzo del bonifico domiciliato presso Poste Italiane ed invierà un SMS di notifica del pagamento al beneficiario, oltre che la comunicazione di liquidazione inviata da POSTEL al suo indirizzo di residenza o domicilio, attraverso il quale il lavoratore potrà riscuotere l'integrazione salariale presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale grazie al proprio documento di identità in corso di validità e un documento attestante il codice fiscale.

Per maggiori informazioni sulle procedure, in allegato il messaggio dell'Inps:

 MESSAGGIO INPS 1904/2020

 

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Emergenza Coronavirus - Infortunio sul lavoro da Coronavirus

Dopo la pubblicazione della circolare n.13 del 3 aprile 2020, l'Inail ha voluto attraverso una FAQ fornire le informazioni e le risposte riguardanti le domande più frequenti relative all’accertamento medico-legale dei casi di contagio, alla tutela assicurativa e alle prestazioni erogate dagli ambulatori Inail sul territorio nazionale nella fase di emergenza.

Nell'allegato "FAQ INAIL SUL CORONAVIRUS" sottostante il documento pubblicato dall'Inail :

FAQ INAIL SUL CORONAVIRUS

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SEDE LEGALE E OPERATIVA - ANCONA

Via Zara, 21 – 60123 Ancona
Tel. 071.3580493
Fax 071.3580688

SEDE OPERATIVA - MONTEMARCIANO

Viale dei Platani, 3 – 60018 Montemarciano (An)
Tel. 071.9190047
Fax 071.9093481

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