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Bussola Numero 2 del 22 agosto 2020

Abbiamo visto sul numero Uno di Bussola alcune informazioni sulla cassa integrazione oggi parliamo invece dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato, previsto dall’articolo sei del decreto Numero 104 del 14 agosto 2020.

Questo è un piccolo regalo alle imprese poiché viene riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per una durata di sei mesi.

Vediamo quindi le condizioni in dettaglio: l’esonero spetta ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato, quindi no ai co.co. agli occasionali, agli apprendisti e ai lavoratori domestici e neppure ai lavoratori a termine.

Il vantaggio in termini di risparmio economico dovrebbe essere valutato tenendo conto che la Norma parla di contributi previdenziali, quindi, non tutta contribuzione a carico del datore di lavoro ma solo quella destinata alla previdenza e comunque sino al limite annuale di 8.060 euro, rapportabile e applicabile su base mensile.

Attenzione poi ad altre due condizioni: la prima prevede che rimangono esclusi dall’esonero i lavoratori che hanno avuto un contratto a tempo indeterminato con la medesima impresa nei sei mesi precedenti, l’altra condizione vuole che l’esonero sia riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato.

Una nota finale, nel testo del decreto si legge che il vantaggio dell’esonero si estende anche ai “premi assicurativi e contributi” dovuti all’Inail ma non si comprende quali siano i contributi dovuti all’Istituto dato che ciò che si versa all’Inail è sicuramente un premio – cioè il costo dell’assicurazione- e non certo un contributo.

Infine ricordo che questo commento è tratto dalla lettura di un Decreto che per sua natura è… a scadenza, cioè può decadere o venire trasformato in legge anche con modifiche.

 

RIF. DL 104 del 14.08.2020 Art. 6

 

Lorenzo Capici

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Bussola Numero 1 del 21 agosto 2020

Buongiorno, il 14 agosto 2020

È stato approvato il decreto che tutti noi aspettavamo, contenente Misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell’economia.

La prima cosa che interessa approfondire con questo primo mio intervento nel mese di agosto è la lettura dell’articolo 1. del decreto 104 che tratta dei nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario, cassa in deroga.

Viene previsto un nuovo periodo di concessione degli ammortizzatori sociali, per una durata massima o i 9 settimane Incrementato di un ulteriore periodo di 9 settimane, per un totale di 18 settimane che devono essere collocate nel periodo compreso tra 13 luglio 2020 e 31 dicembre 2020. Attenzione però: il secondo periodo di 9 settimane sarà sottoposto al versamento di un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019. Il peso della contribuzione sarà pari al 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa; la contribuzione sarà pari al 18 per cento della retribuzione per i datori di lavoro che non hanno subito alcuna riduzione di fatturato; il contributo addizionale infine non è dovuto per coloro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20 per cento.

L’altra questione meritevole di interesse è il blocco dei licenziamenti, che come noto operava sino al 17 agosto 2020: dal giorno 18 scatta invece una proroga al blocco dei licenziamenti non più generalizzata ma legata all’utilizzo della cassa integrazione di emergenza o all’esonero contributivo.

Prima di affrontare la questione dei licenziamenti mi sembra utile parlare di questa ultima novità costituita dall’esonero del versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiederanno trattamenti di cassa integrazione: in buona sostanza il decreto prevede in via eccezionale che i Datori di lavoro che non richiedono i trattamenti di cassa integrazione per le ulteriore 18 settimane, Possono vedersi riconosciuto L’esonero del versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo di 4 mesi fruibili entro 31 dicembre 2020.

Tornando quindi ai licenziamenti essi diventano flessibili, poiché legati anche alla questione appena vista dell’esonero contributivo. Ad oggi possiamo individuare 3 casi di deroga al blocco dei licenziamenti.

La prima deroga è con la cessazione definitive dell’attività d’impresa

La seconda è con un accordo aziendale che prevede una risoluzione Consensuale del rapporto di lavoro Ultima ipotesi il fallimento senza esercizio provvisorio dell’impresa, in via subordinata sarà possibile licenziare al termine della fruizione delle 18 settimane di cassa poiché il blocco, è legato proprio all’utilizzo della cassa. In identica maniera l’azienda che rinuncia all’intervento della cassa integrazione guadagni ma scelga l’esonero contributivo non potrà risolvere i rapporti di lavoro sino all’integrale fruizione del beneficio.

Naturalmente il commento si basa sulla lettura di un decreto che sappiamo potrà essere convertito in Legge.

· Rif. DL 104 – 14.8.2020 ARTT 1 – 3 – 14.

 

Lorenzo Capici

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Emergenza Coronavirus - Indennità per i lavoratori domestici

L’art.85 del decreto-legge n.34 del 19 maggio 2020 ha introdotto l’indennità COVID-19 per i lavoratori domestici, al fine di supportare i lavoratori domestici in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza Coronavirus.

L’indennità sarà destinata a quei lavoratori domestici che, non conviventi con il datore di lavoro, alla data del 23 febbraio 2020 avevano almeno un contratto di lavoro domestico attivo validamente iscritto presso la gestione datori di lavoro domestico dell’INPS e la cui durata complessiva dell’orario di lavoro (cioè la somma dei contratti attivi considerati) sia superiore alle 10 ore.

Il conteggio delle ore dovrà risultare dalle comunicazioni inviate all’Inps dal datore di lavoro entro il 23 febbraio, e dovrà considerare tutti quei contratti la cui instaurazione non è stata rifiutata dall’INPS.

Sono esclusi dalla percezione dell’Indennità:

  • coloro che sono titolari di pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità)
  • i titolari di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (ad eccezione dei rapporti di lavoro di tipo intermittente)
  • i percettori delle indennità legate all’emergenza COVID-19 previste dal d.l.17 marzo 2020 n.18 e dal d.l.19 maggio 2020 numero 34.

Potranno percepire l’indennità coloro che sono destinatari del Reddito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza, se pur nei limiti dei 500 € mensili complessivi.

Le domande potranno essere presentate direttamente dai collaboratori domestici (mediante pin inps dispositivo) o tramite i patronati e dovranno contenere l’Iban per l’accreditamento dell’indennità.

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Emergenza Coronavirus - Cig e Iban errato: l'Inps non sospenderà i pagamenti

Con il messaggio n.1904 del 2020, l'Inps ha reso noto che nel caso in cui l'intestatario del conto corrente non coincida con il titolare della prestazione salariale, provvederà comunque al pagamento delle somme con bonifico domicilato presso Poste Italiane.

Nei casi in cui infatti, non si verifichi corrispondenza tra il codice fiscale del beneficiario della prestazione e il codice fiscale del titolare dello strumento di riscossione cui si riferisce l'IBAN indicato dal datore di lavoro nella domanda di liquidazione della Cassa integrazione, non vi sarà sospensione del pagamento diretto dall'Inps; l'Inps procederà dunque al pagamento delle somme attraverso l'utilizzo del bonifico domiciliato presso Poste Italiane ed invierà un SMS di notifica del pagamento al beneficiario, oltre che la comunicazione di liquidazione inviata da POSTEL al suo indirizzo di residenza o domicilio, attraverso il quale il lavoratore potrà riscuotere l'integrazione salariale presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale grazie al proprio documento di identità in corso di validità e un documento attestante il codice fiscale.

Per maggiori informazioni sulle procedure, in allegato il messaggio dell'Inps:

 MESSAGGIO INPS 1904/2020

 

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Emergenza Coronavirus - Infortunio sul lavoro da Coronavirus

Dopo la pubblicazione della circolare n.13 del 3 aprile 2020, l'Inail ha voluto attraverso una FAQ fornire le informazioni e le risposte riguardanti le domande più frequenti relative all’accertamento medico-legale dei casi di contagio, alla tutela assicurativa e alle prestazioni erogate dagli ambulatori Inail sul territorio nazionale nella fase di emergenza.

Nell'allegato "FAQ INAIL SUL CORONAVIRUS" sottostante il documento pubblicato dall'Inail :

FAQ INAIL SUL CORONAVIRUS

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Emergenza Coronavirus - Aggiornato il protocollo sulle misure per il contrasto al virus negli ambienti di lavoro

In data 24 aprile 2020, le parti socali hanno aggiornato il "Protocollo di regolamentazione delle misure peer il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro", il documento che contiene le linee guida per agevolare le imprese nell'esecuzione dei protocolli di sicurezza.

Nell'allegato sottostante il protocollo.

PROTOCOLLO SULLE MISURE PER IL CONTRASTO AL VIRUS NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

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Emergenza Coronavirus - Modello SR41 alle banche non necessario per l'anticipo della Cassa integrazione in deroga

La circolare del 23 aprile 2020 dell’Associazione Bancaria Italiana, ha chiarito che per richiedere alla banca l’anticipazione del trattamento di Cig in deroga, non è necessario che il lavoratore presenti il modello SR41, trasmesso all’Inps dal datore di lavoro per rendicontare le ore effettive di cassa, nonché per comunicare i dati per il pagamento diretto da parte dell’istituto di previdenza.

Per semplificare e velocizzare l’iter-processuale è stato dunque eliminato l’obbligo di presentazione dell’SR41 e basterà una dichiarazione firmata dal lavoratore e dall’azienda contenente l’impegno di indicare nell’SR41 gli estremi del conto corrente per il pagamento diretto, dove la banca erogherà l’anticipazione e l’Inps verserà l’integrazione salariale estinguendo così il debito del dipendente nei confronti dell’istituto di credito.

La medesima procedura dovrebbe essere valida anche qualora il datore di lavoro ricorra alla Cigo o all’assegno ordinario del Fis, con la domanda che va presentata direttamente all’Inps (e non alla Regione) che comunque deve rilasciare l’autorizzazione e il relativo codice da inserire nel modello SR41.

L’anticipazione alle domande di assegno ordinario è stata estesa ai fondi di solidarietà di settore e alternativi.

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Emergenza Coronavirus - Le modalità di controllo dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro nelle aziende

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro metterà a disposizione i propri ispettori per supportare il Ministero dell’Interno, in materia di esecuzione e monitoraggio delle misure per il contenimento e per la gestione della diffusione del COVID-19 attraverso attività di controllo su quelle aziende che, secondo quanto disposto dal D.P.C.M. del 10 aprile 2020, hanno potuto continuare la loro attività produttiva poiché in possesso di specifici codici ATECO e dunque ritenute di importanza tale da dover continuare la produzione anche in questo periodo.

In particolare, il controllo che è stato richiesto all’INL si basa sulla verifica delle procedure organizzative e gestionali realizzate dai datori di lavoro per la continuità dell’attività nel rispetto dei livelli di sicurezza e di protezioni per i lavoratori.

La nota n.149 del 20 aprile 2020 dell’INL ha fornito le modalità di lavoro che gli Ispettori, su richiesta della Prefettura, dovranno seguire per la verifica delle condizioni necessarie sopra citate.

Le attività di controllo, che non rientrano nelle verifiche ordinarie messe in atto sul territorio, saranno coerenti alla programmazione dell’attività contenente la lista delle aziende su cui orientare le verifiche, elaborata in coordinamento con le Aziende Sanitarie Locali. Se gli ispettori del lavoro fossero in presenza di violazioni di importante gravità, tali da imporre verifiche immediate in loco, non potranno esimersi dall’esecuzione.

Nella nota, l’Ispettorato Nazionale del lavoro stabilisce:

  • Le modalità di programmazione dell’attività di ispezione.
  • Le regole di costituzione della squadra di intervento che dovranno essere formate su base prioritariamente volontaria.
  • Il focus sugli accertamenti oggetti della verifica.
  • I dispositivi di protezione individuale che dovranno essere utilizzati dagli ispettori (mascherina FFP2/FFP3; occhiali o visiera a protezione del viso;guanti in latticemonouso; disinfettante a soluzione alcolica 60%; buste/sacchi per lo smaltimento dei DPI; disinfettante da utilizzare per necessità di sanificazione degli interni della vettura).

Sono poi allegati alla nota un modello verbale di accesso e verifica denominato COVID-19 e una check list che dovrà essere compilato dall’ispettore dopo il controllo (Una sorta di questionario a risposta secca Sì/NO).

La verifica del mancato rispetto delle norme di sicurezza può portare anche alla chiusura dei locali aziendali.

 

 

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Emergenza Coronavirus - Congedo COVID-19

L’articolo 23 del decreto-legge n. 18/20 prevede la possibilità di fruire del congedo istituito per la cura dei figli durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine, causata dal COVID-19.

Il congedo può essere fruito anche da entrambi i genitori, purché non negli stessi giorni ed entro il limite complessivo (sia individuale che di coppia) di 15 giorni per nucleo familiare (e non per ogni figlio); inoltre la fruizione è subordinata alla condizione che all’interno del nucleo familiare non vi sia già un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa ovvero disoccupato o non lavoratore.

Vengono considerati in “stato di disoccupazione” tutti i lavoratori che rilasciano la “DID” e che alternativamente non svolgano attività lavorativa di tipo subordinato o di tipo autonomo ovvero che abbiano un reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986.Senza le suddette condizioni si ha la figura del soggetto non lavoratore.

Il congedo COVID-19 è incompatibile con la richiesta del bonus alternativo per i servizi di baby sitting presentata dal genitore stesso o da un altro membro del nucleo familiare oltre che con il congedo parentale e con i riposi giornalieri (riposi per allattamento) se fruiti per lo stesso figlio e negli stessi giorni del congedo COVID-19.

Come sopra riferito, la fruizione del congedo COVID-19 è incompatibile con la percezione da parte dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare di strumenti a sostegno del reddito (CIGO, CIGS, CIG in deroga, Assegno ordinario, CISOA, Naspi e DIS-COLL) limitatamente ai giorni di sospensione dell’attività lavorativa per l’intera giornata.

Se il genitore è beneficiario di un trattamento di integrazione salariale causa riduzione di orario di lavoro, l’altro genitore è ammesso alla fruizione del beneficio del congedo COVID-19.

Il congedo COVID-19 è invece compatibile con la malattia, con la fruizione delle ferie e con lo smart working, ovviamente con riferimento all’altro genitore.

Rientrano nei casi di compatibilità del congedo, anche il part time dell’altro genitore e la sospensione obbligatoria dell’attività da lavoro autonomo disposta durante il periodo di emergenza del Covid-19.

La fruizione del congedo da parte dell’altro genitore è invece compatibile con l’indennità di maternità/paternità se nel nucleo familiare vi sono altri figli oltre a quello per il quale è percepita l’indennità stessa.

Se un genitore sta invece fruendo dell’aspettativa non retribuita, vi è la possibilità per l’altro di fruire del congedo.

Vi è inoltre compatibilità del congedo, sempre con riferimento al nucleo familiare, con le indennità previste dagli art.27,28,29,30 e 38 del decreto-legge n.18 del 2020 per i professionisti, lavoratori co.co.co, lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell'Ago, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore agricolo e lavoratori dello spettacolo.

Vista la situazione di emergenza inoltre, il congedo COVID-19 è compatibile con i permessi fruibili previsti dalla legge n.104/1992, ivi compresi i 12 giorni previsti dall’art.24 del Decreto Cura Italia purché non si abbia avuto accesso alla CIG/FIS con riduzione a zero ore dell’attività lavorativa.

Nel caso di CIG/FIS con riduzione di orario, le 12 giornate saranno riproporzionate alla riduzione dell’attività lavorativa, seguendo le regole del part time verticale.

 È utile ricordare inoltre:

  • la possibilità da parte dei lavoratori di fare domanda di congedo COVID-19 riferita a periodi pregressi a partire dalla data del 5 marzo nei quali c'è stata comunque astensione dall'attività lavorativa (per ferie o permessi) e per un periodo ovviamente non superiore a 15 giorni
  • la possibilità di usufruire del congedo anche in modalità frazionata a giorni, con le medesime modalità del congedo parentale, alternandolo con attività lavorative o altre forme di permesso o congedo.

 

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Emergenza Coronavirus - Bonus di 100€ per i lavoratori dipendenti che hanno prestato la loro attività in sede aziendale

L'art.63 del Decreto Legge 18/2020 prevede un premio di 100 Euro non concorrente alla formazione del reddito per i lavoratori dipendenti previsti dall'articolo 49, comma 1,del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, che abbiano prestato la loro attività in sede lavorativa nel mese di Marzo 2020 e che presentino un reddito complessivo da lavoro dipendente riferito all'anno 2019 non superiore ai 40.000€.

Per il calcolo del reddito complessivo deve esse considerato solo il reddito assoggettato a tassazione progressiva IRPEF e non quello assoggettato a tassazione separata o imposta sostitutiva.

Il valore effettivo del bonus sarà calcolato alternativamente sulla base del rapporto tra ore ordinarie lavorate/ ore ordinarie lavorabili o sul rapporto tra giorni di presenza in sede / giorni lavorabili secondo il contratto collettivo.

Il Bonus erogato al lavoratore sarà dunque dato dall'importo di 100€ moltiplicato per uno dei due suddetti rapporti.

E' importante far notare che il secondo rapporto (giornate di presenza in sede/ giorni lavorabili) non tiene conto dunque delle ore lavorate nè del fatto che il contratto sia un part time o un full time, ma solo dell'effettiva presenza giornaliera in sede.

Nel caso di un lavoratore con più contratti part time,il premio sarà erogato dal sostituto d’imposta individuato dal lavoratore, fermo restando il limite stabilito di 100 Euro.

La circolare N.18/E dell'Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che spettando il bonus a tutti quei lavoratori che hanno prestato la propria attività in sede lavorativa, la suddetta premialità non spetta a tutti coloro che hanno espletato la propria attività in modalità di telavoro o smart working. Proprio per il già citato principio di effettiva presenza in sede lavorativa, il bonus non spetta per le giornate di assenza, qualsiasi sia la loro motivazione (malattie,ferie, congedo, assenze per aspettativa ecc.).

Vengono inclusi nell'erogazione del bonus tutti quei dipendenti che hanno prestato la loro attività lavorativa in trasferta presso clienti o in missioni o presso sedi secondarie dell’impresa.  

Nell'individuare la categoria alla quale spetta il premio, l'Art.63 del Decreto Cura Italia definisce che i sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29  del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600 riconoscono, in via automatica, l'incentivo di cui al comma 1 a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. 

La disposizione è dunque applicata per tutti i datori di lavori che fungono da sostituti di imposta, vengono esclusi dall'erogazione del bonus tutti quei datori di lavoro che non hanno questa specifica caratteristica, come i l lavoratori domestici.

Per il recupero da parte dei sostituti d’imposta dell’incentivo erogato, il comma 3, prevede che gli stessi possono utilizzare l’istituto della compensazione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241, secondo le modalità previste dall'art.126 del Decreto Cura Italia.

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SEDE LEGALE E OPERATIVA - ANCONA

Via Zara, 21 – 60123 Ancona
Tel. 071.3580493
Fax 071.3580688

SEDE OPERATIVA - MONTEMARCIANO

Viale dei Platani, 3 – 60018 Montemarciano (An)
Tel. 071.9190047
Fax 071.9093481

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